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La rappresentazione della città storica

Non occorre spiegare come e perché le città europee e in particolare le città italiane, siano degli organismi molto complessi per formazione, cultura ed espressività, in cui si è storicamente concentrata una grande capacità di elaborazione e di propulsione verso sempre nuove esperienze. Infatti le esperienze culturali maturate nell'area mediterranea e poi nel resto del continente hanno dato un'impronta indelebile alla storia e impulso al progresso in ogni campo.

Le città europee sono quindi un grande giacimento produttivo che fertilizza le conoscenze e i rapporti e che costituisce un bene primario in grado di produrre ricchezza, su cui vale la pena di investire.

È fermo convincimento di chi firma queste note che le città siano la sintesi delle strutture materiali e delle attività che sono il prodotto della loro cultura nell'ambito dell'economia, della ricerca, delle scienze e della arti. Sono il prodotto complessivo della società che in essa ha vissuto, perché le strutture si sono plasmate e si sono adeguate alle sue esigenze. Di conseguenza è solo studiando la storia complessiva di quella comunità, sotto ogni aspetto dell'economia, della società, della cultura, delle istituzioni, che è possibile capire le trasformazioni della parte materiale della città.

Per chiarire nella maniera più dettagliata possibile — fin dove le fonti lo consentono — il modo con cui i centri storici europei, attraverso la loro storia millenaria, siano la sintesi della cultura e delle necessità che di volta in volta sono state espresse dalla società che vi viveva, bisogna vederne comparativamente la storia delle trasformazioni urbane, che è la storia delle trasformazioni sociali. La metodologia che ritengo più produttiva ai fini della conoscenza è quella degli Atlanti Storici promossi dalla «Commission Internationale pour l'Histoire des Villes» (nota 1).

È però altrettanto fermo convincimento che i risultati di tali ricerche devono poter avere uno sbocco comprensibile e analizzabile anche sotto forma geometrica e visuale. La ricostruzione geometrica del catasto di Carpi del 1472 (nota 2) si è basata su una fonte descrittiva delle singole case a scopo fiscale. Poter vedere la forma e la distribuzione delle unità catastali sul terreno, a mezzo millennio di distanza da quelle attuali, ha consentito di guardare alla storia urbanistica di quella città in maniera molto diversa dai risultati a cui era pervenuta la storiografia locale.

Ma non è solo il fine culturale della conoscenza storica - di per sé già altamente sufficiente a giustificare ogni impegno negli studi - che viene perseguito in questo tipo di ricerca. Quando si ha a che fare con i grandi centri storici italiani, che hanno conservato attraverso i tempi continuità di insediamento e che costituiscono un patrimonio culturale per l'intera umanità, ci sono anche grandi responsabilità a mettere in atto degli interventi strutturali e di adeguamento ai bisogni della popolazione che oggi ci vive. La conoscenza più approfondita possibile delle trasformazioni che la struttura urbana ha maturato durante le fasi della sua lunga vita è un elemento strategico per assumere oggi delle decisioni politiche di intervento urbanistico rispettose di un organismo nato con altre regole e cresciuto con esigenze diverse da quelle di ora.

Scopo del progetto Nu.M.E.

Lo scopo del progetto è quello di mettere a disposizione del pubblico un museo della città di Bologna di tipo diverso da quello comunemente inteso nella museografia tradizionale. Infatti in molte città, soprattutto straniere, i musei delle città sono allestiti all'interno di edifici nei quali viene esposta piccola oggettistica urbana (elementi di decorazione scultorea, strumenti di ridotte dimensioni per la gestione delle acque, ecc.), ricostruzioni in modellini lignei di parti della città o di edifici, attrezzi che riguardano la vita economica e sociale, mappe, piante di edifici.
Le applicazioni informatiche di realtà virtuale sono risultate un valido strumento per fornire un mezzo nuovo di accesso alla storia di una città.
Infatti il visitatore virtuale può navigare a suo piacimento nelle strade o salire su una torre o alzarsi in volo per vedere la città attuale dall'alto; può percorre i portici o vedere da vicino i merli della torre degli Asinelli. Già la possibilità di ammirare la città di oggi senza quanto impedisce al turista di scattare una foto (il traffico, i messaggi pubblicitari, le macchine in sosta, i cassonetti dell'immondizia, le impalcature dei cantieri) è un contributo determinante alla comprensione della città.
La presenza di una «macchina del tempo» disponibile nella cloche di manovra del computer permette al visitatore di avventurarsi nel passato, e vedere come si presentava lo stesso luogo nei diversi periodi storici.
Le fasi di lavoro per giungere alla ricostruzione della città attuale e delle trasformazioni che ha subito durante i secoli sono le seguenti:
- una ricerca storica molto approfondita, basata sulle fonti che, per l'antichità sono gli scavi archeologici, per il medioevo sono i documenti degli archivi; per l'età moderna, oltre a quelle documentarie, anche le fonti iconografiche, fiscali, cartografiche, ecc.;
- la modellazione degli edifici attuali e anche di quelli non più esistenti, sulla base delle ricerche storiche, per fornire la struttura geometrica poligonale che permette poi la navigazione tridimensionale;
- la realizzazione attraverso gli strumenti della computer grafica della navigazione in 3D sia della città attuale, sia dei diversi momenti storici realizzati.
Il fine di questo lavoro però non è solo quello della realizzazione del museo della città di Bologna, perché è stata elaborata una metodologia di lavoro esportabile in qualsiasi altra realtà urbana. Inoltre sono creati degli oggetti (i modelli geometrici) che possono essere utilizzati anche per altre applicazioni (impatto ambientale, calcoli di resistenza, simulazioni del traffico, ecc.), e si è prodotta formazione altamente qualificata per nuove professionalità nel settore delle applicazioni informatiche alla storia e ai beni culturali.


NOTE

1. A. Simms, F. Opll, Historic Towns Atlases. Urban History through Maps, Brussels 1995.

2.Informatica e storia urbana. Il catasto di Carpi del 1472 analizzato al computer, numero tematico a cura di F. Bocchi, "Storia della città" n. 30 (1984).

Ricostruzione grafica del catasto descrittivo di Carpi del 1472 Carpi, foto aerea del centro storico (1980 circa).